Sotto attacco? EN Prova gratis
Emergenza

Sito sotto attacco? Rimettiamolo in piedi.

Se il sito è lento, dà errori 502 o 503 o il server è al 100% senza motivo, potresti essere sotto attacco. Ecco cosa fare adesso, in quest'ordine. Se preferisci, scrivici: lo staff riceve subito un avviso.

Cinque passi, in quest'ordine

  1. Conferma che è un attaccoNei log del server cerca un picco di richieste da pochi IP, dallo stesso paese o sempre alla stessa pagina (spesso /wp-login.php, la ricerca o il carrello). Un aumento improvviso senza una campagna o un articolo virale dietro è il segnale tipico.
  2. Metti il sito dietro la CDNCon 1PrimeCDN il traffico arriva ai nostri nodi invece che al tuo server: la cache risponde al posto tuo e lo Shield ferma i bot prima che ti tocchino. Basta cambiare i nameserver del dominio, oppure un solo record DNS.
  3. Attiva la modalità «Sotto attacco»Nel pannello, Sicurezza → interruttore «Sotto attacco» della zona: ogni visitatore passa da una verifica automatica di un secondo. Le persone non si accorgono quasi di niente, i bot che fanno migliaia di richieste restano fuori, Google e Bing verificati passano comunque.
  4. Blocca paesi e IP da cui arriva l'attaccoSe l'attacco viene da pochi paesi in cui non hai clienti, bloccali o mettili in verifica. Gli IP che insistono vengono bloccati in automatico, con scadenza e motivazione visibili nel pannello.
  5. Chiudi il server a tutti tranne ai nodiFinché l'IP del tuo server è raggiungibile, chi lo conosce può attaccarlo direttamente saltando la CDN. Nel firewall lascia aperte le porte 80 e 443 solo agli IP dei nodi (li trovi nel pannello, in Pull Zone → Origin). Se l'IP è già noto, valuta di cambiarlo.

Cosa fermiamo e cosa no

Lo Shield di 1PrimeCDN è pensato per gli attacchi che colpiscono il sito (livello 7): flood di richieste HTTP, bot, scraper, tentativi di accesso a raffica. Gli attacchi di rete molto grandi vengono filtrati prima, dalla protezione anti-DDoS inclusa nei data center dei nostri nodi (OVHcloud e Hetzner). Se l'attacco è di dimensioni eccezionali, te lo diciamo chiaramente e ti aiutiamo a trovare la soluzione giusta.

E la denuncia?

Un attacco DDoS è un reato. Conserva i log e gli orari, poi puoi fare una segnalazione alla Polizia Postale (Commissariato di P.S. online). Non paga mai chi chiede un riscatto per fermare l'attacco: di solito ne arriva un altro.

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